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Tabelle Prestiti Inpdap

Tabelle Prestiti Inpdap

Sul sito Inpdap si possono trovare le tabelle, dove sono riportati i tassi applicati ai prestiti erogati dall’istituto, al variare della fascia di età del richiedente e del periodo di rimborso.

Andando sul sito web dell’Inpdap, l’istituto di previdenza per i dipendenti pubblici, è possibile trovare le tabelle prestiti inpdap da essa erogata.

Le tabelle Inpdap sui prestiti servono per dare un panorama completo delle condizioni dei finanziamenti erogati, dando visione dei tassi di interesse offerti per fascia di età del debitore richiedente e alla durata del rimborso.

Così, ad esempio, se si guarda alla tabella sui prestiti pluriennali diretti Inpdap, si evidenziano alcuni risultati interessanti: la popolazione dei dipendenti e pensionati, iscritti alla cassa, è suddivisa in sette fasce di età, 18-59, 60-64, 65-69, 70-74, 75-79, 80-84, 85-89.

Al crescere della fascia di età, cresce anche il tasso di interesse nominale applicato, che va da un minimo del 5,56% per i prestiti annuali ai richiedenti 18-59, per schizzare al 16,03 per un prestito rimborsabile in 12 mesi da un debitore appartenente alla fascia 85-89.

L’aumento del tasso si spiega con il crescere del rischio morte, che avanza con l’età; infatti, la vera impennata dei tassi si ha proprio appena si passa alla fascia degli over 80.

Per le prime quattro fasce, inoltre, al crescere del periodo di rimborso, diminuiscono i tassi annui applicati. Così non è per le fasce dalla quinta alla settima, dove il tasso mostra una tendenza a crescere, man mano che il periodo di rimborso si allunga, per la solita ragione che ciò comporta un aumento del rischio morte.

Le altre tabelle sui piccoli decennali Inpdap mostrano i tassi annui applicati dall’istituto, per i rimborsi in 120 rate, che vengono attuati, tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione, per documentate necessità della famiglia.

Qui, a variare sono i premi per il fondo rischi, che mutano a seconda dell’età del debitore. Si va dal 3%, se l’età è pari o inferiore a 65 anni, il 4%se superiore ai 65 anni, sempre che i dipendenti siano ancora in attività. Nel caso, invece, che la richiesta giunga da pensionati, la percentuale va dal 3% per la fascia 18-65 anni, del 5,60% tra i 65 e gli 80 anni, e del 25,51 per gli over 80.

Anche in questo caso, i tassi per il premio rischi tendono a esplodere quando ci si avvicina agli 80 anni di età.